Cinque anni fa iniziavano i lavori di restauro; dopo tanti anni di equilibrio instabile, la storica Villa Donà si ritrovava improvvisamente puntellata, e anche spogliata; libera dalle macerie del tempo, sotto la lente di chi la stava esaminando in ogni suo centimetro. “La Signora” aveva messo in luce la sua anima fragile.
L’abbiamo riscoperta fragile e contraddittoria, in altre parole, tipicamente vicentina; in questo conflitto sta tutto il suo fascino. E abbiamo capito che relazionarci con una Signora dalla personalità tanto complessa richiede comprensione e grande attenzione. Per questo serviva la cura, nel ristrutturarla, per aiutarla ad apprezzarsi anche nella sua fragilità, valorizzandola anziché mascherarla.
Parco delle Stagioni è diventato un progetto di vita per molti: per chi ha lavorato con grande impegno al restauro, per chi nel frattempo si è dedicato a pianificare le attività che questo luogo sta per ospitare, per chi ha reso questa impresa possibile e l’ha sognata, immaginata e sostenuta dal primo giorno.
In questi anni complessi di pianificazione e di lavoro ci ha sempre sostenuto la sensazione che tutto quello che stava accadendo fosse coerente e ben radicato: siamo partiti da un lavoro di rivalorizzazione del territorio per poi instillare al suo interno un’iniziativa d’impresa fondata su un approccio equilibrato e coesivo, creando opportunità di lavoro in diversi ambiti perché più persone possano trovare il contesto affine al proprio talento: il lavoro della terra, l’artigianato, la cucina, la cura del cliente.
Così siamo giunti ai blocchi di partenza! E la prima data ufficiale riguarda il tanto atteso “bistrot caffetteria”, in partenza mercoledì 19 marzo!
Questa attività rappresenta la sintesi di ben tre degli ambiti sopra indicati: la cucina, la cura del cliente e il lavoro della terra. Perché la bontà di quello che offriremo in tavola dipenderà molto dalla qualità della materia prima, in gran parte a chilometro zero, che coltiveremo e selezioneremo da altri produttori e allevatori del nostro territorio. Una rete di fornitura virtuosa, delle scelte precise e mai scontate, che ci aiuteranno a raccontare i valori che ci accomunano.
Ma era chiaro fin sa subito che tutto quello che può accadere in un luogo così “rispettato”, amato fin dal primo giorno e fino alle più piccole scelte di dettaglio, non potrà che continuare a rispondere alle logiche che l’hanno riportato in vita: riutilizzo intelligente dell’esistente ed estrema cura e rispetto nelle relazioni con l’ambiente e con le persone che lo animano.
